Oikos
Oi
kos
dimora, famiglia, cultura dell'abitare,
equilibrio perfetto tra
ciò che siamo e ciò che ci circonda

Costruire con la paglia

1
Siamo nel Nebraska, Stati Uniti, nella seconda metà del 1800: ai coloni servono case in cui vivere. Ma si tratta di luoghi piuttosto desolati, senza boschi o vegetazione, e non ci sono né pietre né legno per costruire abitazioni. L’unico materiale presente in abbondanza deriva direttamente dalla fonte di sostentamento principale del territorio: la paglia di frumento, che viene raccolta e conservata in balle modulari. 
 
I coloni del Nebraska, quindi, decidono di costruire ricoveri temporanei con questo prodotto di scarto dell’agricoltura, che si rivela un buon materiale per la costruzione non più di ripari transitori, ma di abitazioni da vivere nel tempo. 
 
 
 
Quando si parla di paglia la cultura popolare non è certo dalla nostra parte: conosciamo bene la fiaba dei Tre Porcellini, pubblicata per la prima volta da James Orchard Halliwell-Phillipps nella raccolta di fiabe Nursery Rhymes and Nursery Tales e resa celebre da innumerevoli trasposizioni. La fiaba, come ci ricorda anche Italo Calvino nelle sue Fiabe Italiane, ha origini antichissime e una lunga tradizione orale, e ha trovato nel corso dei secoli diverse versioni locali e regionali. Cambiano i personaggi, cambiano i luoghi, ma lo schema della narrazione rimane pressoché lo stesso: in particolar modo, il primo rifugio capace di essere spazzato via con un solo soffio da parte del lupo, è proprio quello di paglia (oppure di foglie o sterpaglie, a seconda delle versioni). 
 
Eppure, le case costruite con le balle di paglia utilizzate come mattoni per la realizzazione dei muri portanti delle case senza struttura in legno (tecnica ribattezzata poi, per l’appunto, Nebraska) sono ancora esistenti, a più di 150 anni dalla loro costruzione, e la paglia si rivela un materiale da costruzione dalle caratteristiche sorprendenti. 
1
Torniamo all’inizio di questa storia, alle case del Nebraska di fine Ottocento: dall’America, nel giro di qualche decennio questa tecnica viene esportata nel Vecchio Continente con successo. 
 
Nel 1921, per sopperire alla mancanza di materiale e risorse economiche dopo la Grande Guerra, l’ingegnere Émile Feuillette impiega le balle di paglia per costruire la Maison Feuillette a Montargis, in Francia a 90 km da Parigi, il primo esempio al mondo di edificio a due piani in paglia, esistente ancora oggi.  
 
 
 
 
La popolarità delle balle di paglia come materiale da costruzione subisce un arresto, ma presto ritorna, dettata dalle stesse regole che ne avevano decretato il successo in Nebraska: la necessità di fare della mancanza (di materiali, di risorse economiche, di risorse energetiche) virtù. 
 
Negli anni Settanta del Novecento, infatti, l’uso della paglia come materiale da costruzione vuol dire realizzare case energeticamente più efficienti. In Europa, lo sviluppo di questi edifici a uso abitativo inizia nel 1989 nel Regno Unito, per poi diffondersi in Norvegia, Francia e, con il passare del tempo, in Svizzera e Austria. Questo movimento nasce soprattutto dal desiderio dei proprietari di casa di abbracciare ideali ambientalisti, ma anche, in alcuni casi, dalla ricerca di materiali a basso costo e dalla passione per l’autocostruzione che anima gli stessi utenti finali.
 
1
Oggi, la costruzione di case con balle di paglia sta guadagnando sempre più popolarità. 
 
Le ragioni principali di questo successo si possono riassumere in diversi aspetti: la scelta di adottare uno stile di vita più sostenibile attraverso la bioedilizia, il desiderio di utilizzare materiali naturali, la preferenza per abitare in contesti rurali, l’interesse per l’autocostruzione della propria casa e, infine, la volontà di vivere in abitazioni progettate per garantire il massimo comfort abitativo riducendo al minimo il consumo energetico.
 
Secondo una pubblicazione del 2013, infatti, basata su interviste a residenti di case in paglia, emerge un’esperienza abitativa profondamente positiva. Gli intervistati descrivono le loro case come luoghi accoglienti, capaci di trasmettere una piacevole sensazione di calore. Raccontano di un’atmosfera rilassante, creata da una combinazione armoniosa di suoni, luci, colori, odori e texture presenti nell’edificio. Inoltre, apprezzano la salubrità degli ambienti interni, attribuita all’assenza di sostanze tossiche nei materiali utilizzati per la costruzione.