L’architettura ha una nuova responsabilità.
L'energia utilizzata per costruire e mantenere le nostre case e i nostri edifici, contribuisce in modo determinante alle emissioni di anidride carbonica, responsabile del cambiamento climatico.
Le costruzioni umane modificano l’ambiente naturale a causa dell’estrazione dei materiali e delle materie prime necessarie, ma anche perché possono alterare il paesaggio, determinando una minaccia per gli habitat di diverse specie e per la biodiversità.
Molto è stato fatto per mitigare questi danni, principalmente a livello tecnico, con strategia di scelta di materiali e di efficientamento energetico. Tuttavia, concentrarsi solo su materia ed energia significa accettare una comprensione limitata dell'ecologia e del suo rapporto con l'architettura.
Lo sviluppo sostenibile, uno sviluppo in grado di assicurare il benessere della generazione presente e delle generazioni future, è un obiettivo che richiede un nuovo punto di vista. Non si tratta solo di ottimizzare l’uso delle risorse o di scegliere materiali naturali, ma di cambiare la nostra relazione con l’ecosistema che abitiamo.
L’architettura e l’ingegneria in passato sono state uno dei modi con cui gli esseri umani hanno imposto il loro dominio sulla natura e sulle altre persone: poiché gli edifici hanno la possibilità di definire le relazioni, le relazioni erano quelle di contrapposizione (dentro-fuori, noi-loro, uomo-natura) che hanno condotto a dinamiche di sfruttamento e dominio, non più sostenibile.
Sono le relazioni di connessione e coabitazione che rappresentano la strada verso il ben-essere, per le persone e per il pianeta.