La nostra visione

La
nostra
visione

Archingreen, quello che siamo, quello che facciamo e il nostro modo di viverlo
Accompagniamo il cliente con una progettazione capace di armonizzare i desideri umani e la responsabilità verso il futuro, con la flessibilità necessaria per affrontare ogni complessità con una mente aperta. Il rapporto di collaborazione con i nostri clienti è un’assunzione di co-responsabilità basato sulla fiducia reciproca, una fiducia che genera “parentele”: il progetto, la casa o l’edificio a cui lavoriamo insieme, fianco a fianco, è qualcosa che unisce le nostre storie. Anche questo modello relazionale tra cliente e professionista vuole ispirarsi ai principi della sostenibilità nelle relazioni umane. L’architettura affronta il tema di come abitare lo spazio. Abbiamo consapevolezza che il progetto dello spazio non è mai concluso, ma in costante divenire, che non c’è una soluzione che vada bene sempre, per tutti e in tutte le situazioni. Per questo sappiamo che il processo di progettazione deve essere attento ai dettagli, in costante ascolto e disponibile ad accogliere le possibilità e salvaguardare equilibri. E sappiamo che la progettazione continuerà nella vita degli abitanti di quella casa, di quell’edificio perché si tratta di un compito che si compie giorno dopo giorno, nel concreto abitare lo spazio, passandosi il testimone.
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Cura

poetica
dell'abitare

Abitare è essere presenti nel mondo coltivandolo e prendendosene cura. L’urgenza dei tempi fa appello a un tipo specifico di cura, una cura che sa osservare la complessità del mondo dall’alto, senza perdere mai di vista il quadro d’insieme e senza lasciar prevalere un punto di vista parziale, il benessere degli uni a svantaggio degli altri. Con questa visione sistemica salda in mente, ci immergiamo nel mondo per progettare e realizzare i nostri progetti: l’abitare è così sempre un co-abitare. La cura riconosce e promuove le relazioni, le connessioni e la circolarità.
Cura
Cura

Accoglienza

vivere
lo spazio

Accogliere è uno dei modi di essere con le persone ed è anche uno dei modi in cui l’architettura può progettare lo spazio. Vogliamo progettare spazi che generano relazioni accoglienti, in cui la vita sia confortevole per tutte le specie che coabitano il pianeta. Vogliamo vivere questa accoglienza nella relazione con i clienti, facendoci custodi dei loro desideri e attente ascoltatrici di storie. E vogliamo che anche i cantieri siano luoghi accoglienti, dove diversi professionisti collaborano e si confrontano condividendo le specifiche competenze e saperi.
Bisogna vedere quel
che non si è visto,
vedere di nuovo
quel che si è già visto,
vedere in primavera
quel che si è visto in estate,
vedere di giorno
quel che si è visto di notte,
con il sole dove
la prima volta pioveva,
la pietra che ha cambiato posto.

José Saramago
Accoglienza
Accoglienza

Benessere

le case
che siamo

La nostra casa partecipa della vita del pianeta, respira insieme ad esso e noi respiriamo il benessere, in risonanza con un ecosistema più sano. Grazie alle tecnologie e ai materiali naturali, non si tratta solo di parole, ma di edifici salubri per i suoi abitanti. Costruiamo un benessere fatto di comfort igrometrico, ventilazione, illuminazione naturale, protezione dall’inquinamento acustico, assenza di inquinanti indoor. E bellezza, armonia con il contesto del territorio, equilibrio dinamico e capacità di generare nuove opportunità di vivere lo spazio e le relazioni: sono tutti aspetti di cui vogliamo avere cura perché progettiamo per il benessere.
Benessere

Materiali

mura
sensibili

La scelta di materiali naturali non è solo una scelta di sostenibilità ecologica ma la proposta di un coinvolgimento estetico, che è anche una sensibilità etica. Utilizzare e riutilizzare materiali naturali significa riconoscere che siamo parte di un tutto, che co-abitiamo questo pianeta con altre specie viventi e con risorse condivise. La presenza dei materiali naturali è la prova tangibile che i progetti umani possono armonizzarsi con la circolarità della natura.
Ad esempio, nella casa stessa,
nella sala di famiglia,
un sognatore di rifugi
sogna la capanna, il nido,
angoli in cui vorrebbe rannicchiarsi
come un animale nella sua tana.

G. Bachelard
Materiali
Materiali